Salute
Risvegli notturni frequenti legati al rischio di Alzheimer, suggerisce uno studio
Una nuova ricerca dell'Università di Liegi indica un potenziale legame tra i frequenti micro-risvegli durante il sonno e un aumento del rischio di malattia di Alzheimer negli adulti più anziani.
Uno studio pubblicato sulla rivista Sleep e riportato da Khaosod Online Thailand il 15 settembre 2026 ha evidenziato una potenziale correlazione tra i frequenti risvegli notturni e la malattia di Alzheimer. I ricercatori dell'Università di Liegi, in Belgio, hanno monitorato i modelli di sonno di oltre 500 partecipanti, suddivisi in fasce d'età dai 18 ai 31 anni e dai 50 ai 69 anni, utilizzando la tecnologia EEG per tracciare l'attività cerebrale.
I risultati indicano che gli adulti di età compresa tra i 50 e i 69 anni che sperimentano frequenti 'micro-risvegli' — brevi momenti di attivazione cerebrale durante i cicli del sonno che potrebbero non portare alla piena coscienza — mostrano un rischio genetico più elevato di malattia di Alzheimer, anche in assenza di sintomi clinici. È interessante notare che questo legame specifico non è stato osservato nel gruppo di partecipanti più giovani.
Per i residenti e i viaggiatori in Thailandia, questa ricerca funge da promemoria dell'importanza della qualità del sonno per la salute cognitiva a lungo termine. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che lo studio presenta dei limiti e non si può ancora concludere che i frequenti micro-risvegli causino direttamente la malattia di Alzheimer. Sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno la relazione causale. Poiché si tratta di un'osservazione scientifica e non di uno strumento diagnostico, le persone preoccupate per i propri modelli di sonno o per la propria salute cognitiva dovrebbero consultare un medico qualificato invece di trarre conclusioni personali da questi risultati.