Economia
Le autorità thailandesi reprimono i prestanome nel settore immobiliare a Hua Hin
Il Dipartimento per lo sviluppo delle imprese ha perquisito 15 sedi a Hua Hin, scoprendo un sistema di prestanome che ha causato danni per oltre 300 milioni di baht.
Secondo un rapporto di Prachachat Business, il Dipartimento thailandese per lo sviluppo delle imprese, in collaborazione con agenzie partner, ha recentemente lanciato un'operazione mirata a strutture illegali di prestanome nel settore immobiliare a Hua Hin. Le autorità hanno effettuato perquisizioni in 15 sedi nell'ambito di un'indagine su società che presumibilmente aggirano le leggi sulla proprietà straniera.
Gli investigatori hanno identificato uno schema ricorrente in cui le società venivano inizialmente costituite con il 100% di azionisti thailandesi. Entro sei mesi, queste aziende avrebbero ristrutturato la propria gestione per includere direttori stranieri, mantenendo al contempo il 51% di proprietà thailandese per preservare lo status di entità giuridica thailandese. Questa pratica viene utilizzata per aggirare le normative che regolano la proprietà straniera di terreni e immobili. L'operazione ha rivelato danni stimati in oltre 300 milioni di baht.
Per i residenti e gli espatriati, questo giro di vite evidenzia il maggiore controllo del governo sulle strutture di proprietà immobiliare. Coloro che sono coinvolti in transazioni immobiliari o che detengono proprietà tramite entità aziendali potrebbero dover affrontare una maggiore supervisione normativa. Resta da confermare quante aziende specifiche dovranno affrontare accuse legali e se questa operazione si estenderà ad altre popolari destinazioni turistiche in tutta la Thailandia. Il Dipartimento per lo sviluppo delle imprese continua a monitorare la conformità aziendale per garantire l'adesione alla legge sulle imprese straniere.