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Chiang Rai: Baan Dam e Wat Rong Suea Ten
Ultima revisione: 2026-07-16
Scritto da Ricardo Dos Santos
Un complesso d'arte nera costruito in oltre quattro decenni da un monaco-artista buddista e un tempio dipinto del colore della foresta di una tigre scomparsa: due modi in cui Chiang Rai trasforma l'oscurità e il timore in qualcosa da osservare da vicino.
Un artista che ha trascorso quarant'anni a costruire la propria necropoli
A circa dieci chilometri a nord di Chiang Rai, quasi 16 ettari di risaie e prati ospitano una quarantina di strutture in teak annerito. Baan Dam, la "Casa Nera", non è un museo nel senso tradizionale: è il testamento vivente di Thawan Duchanee (1939-2014), nominato Artista Nazionale della Thailandia nel 2001, che iniziò a costruire il complesso nel 1975 e continuò ad arricchirlo fino alla sua morte. Alcuni edifici, tra cui la vasta sala in legno in stile cattedrale, avrebbero richiesto quasi un decennio per essere completati. Duchanee ha studiato per sei anni alla Rijksakademie di Amsterdam, assorbendo l'influenza dei maestri olandesi e fiamminghi che mescolavano il sacro e il grottesco senza contraddizioni apparenti: un'influenza diretta sull'estetica di Baan Dam, talvolta descritta come la risposta thailandese a una camera delle meraviglie di Rembrandt.
Cosa c'è all'interno
Corna di bufalo, pelli di pitone, teschi di elefante, zanne, gusci di tartaruga e forme falliche in legno intagliato riempiono stanze dai soffitti vertiginosi. Nulla è lì per puro shock: da devoto buddista, Duchanee ha utilizzato questi materiali oscuri per esplorare l'impermanenza (anicca), il desiderio e la mortalità, in un deliberato contrappunto al bianco luminoso di Wat Rong Khun, il Tempio Bianco situato a pochi chilometri di distanza, costruito dal suo amico e collega artista Chalermchai Kositpipat.
Wat Rong Suea Ten, la tana della tigre danzante
A dieci chilometri di distanza, nel distretto di Rimkok, un tempio blu indaco e oro ha impiegato più di vent'anni per raggiungere la sua forma attuale. Il terreno un tempo era una foresta che si diceva ospitasse tigri, da cui il nome "Rong Suea Ten", letteralmente la tana della tigre danzante. Un tempio più antico sul sito era caduto in rovina finché il monaco Kruba Chao Thong non raccolse donazioni locali e coinvolse Putha Kabkaew, uno studente di Kositpipat, per ricostruirlo a partire dal 1996.
Blu, oro e il guardiano Rahu
Il blu intenso del tempio rappresenta il cielo, l'acqua, il Dharma e la saggezza: una metafora visiva per la tranquillità e il distacco dall'attaccamento materiale, contrapposta ai naga dorati e alle immagini del Buddha. All'ingresso si erge una suggestiva figura dorata: Rahu, l'asura che inghiotte il sole e la luna nella cosmologia buddista, associato alle eclissi e al destino infausto, posto qui come guardiano protettivo piuttosto che come minaccia.
Informazioni pratiche
Baan Dam è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00 (chiuso per pranzo da mezzogiorno alle 13:00), ingresso 80 baht; calcolare 45-60 minuti. Wat Rong Suea Ten è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 20:00, ingresso gratuito (le donazioni sono gradite), ma è necessario coprire spalle e ginocchia; in loco vengono forniti sarong per chi non è vestito in modo adeguato. Entrambi i siti si trovano a circa 10-13 km a nord del centro di Chiang Rai e possono essere facilmente visitati nella stessa mezza giornata tramite auto a noleggio, taxi o songthaew.