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I videogiochi come meccanismo di coping: una storia personale di superamento del bullismo
Un uomo di 36 anni racconta come i videogiochi abbiano fornito un vitale rifugio emotivo durante gli anni scolastici mentre affrontava gravi episodi di bullismo.
Un uomo di 36 anni ha attirato molta attenzione online dopo aver condiviso il suo percorso personale per superare il trauma del bullismo scolastico attraverso i videogiochi. Secondo un rapporto di Khaosod Online, l'individuo ha descritto i suoi anni scolastici come un periodo segnato dall'isolamento, da difficoltà accademiche e da frequenti cambi di scuola. Durante l'ottavo e il nono anno, è stato vittima di molestie fisiche e psicologiche persistenti da parte di un compagno di classe, che lo hanno lasciato alle prese con una rabbia e una frustrazione intense.
Ha osservato che la sua famiglia non è stata in grado di fornirgli il supporto di cui aveva bisogno durante quel periodo difficile. Tuttavia, ha trovato conforto nei videogiochi, un interesse introdotto dal fratello maggiore e dagli zii. Iniziando con console come Sega Genesis, PlayStation 1 e Xbox, ha scoperto che il gioco offriva uno spazio privato per sfuggire allo stress della vita quotidiana. Ha spiegato che ogni volta che si sentiva sopraffatto o ferito, immergersi in mondi virtuali lo aiutava a gestire le sue emozioni e a trovare un senso di pace.
Per i residenti e i viaggiatori in Thailandia, questa storia mette in luce il crescente dibattito sulla salute mentale e il ruolo degli hobby digitali nella regolazione emotiva. Sebbene questo resoconto fornisca una prospettiva personale sui meccanismi di coping, rimane un'esperienza singolare. Sarebbero necessarie ulteriori ricerche per comprendere l'impatto più ampio del gioco sulla salute mentale nel contesto locale.