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Diritto

Padre cinese fa causa a quattro giganti dei videogiochi per la dipendenza del figlio

Una fonte

Un padre nell'Henan, in Cina, ha avviato un'azione legale contro quattro grandi aziende di videogiochi dopo che suo figlio ha subito un'overdose legata alla dipendenza dai giochi.

Secondo un rapporto di Khaosod Online, un padre identificato con il cognome Qin ha intentato una causa contro quattro importanti aziende cinesi di videogiochi: Tencent, NetEase, miHoYo e 37 Interactive Entertainment. L'azione legale, presentata presso un tribunale della contea di Tanghe, fa seguito a un incidente avvenuto il 23 maggio, in cui il figlio diciottenne dell'uomo ha ingerito 18 pillole per la febbre, provocando un avvelenamento da farmaci.

Nonostante la gravità dell'incidente, il padre chiede solo 10 yuan (circa 50 baht thailandesi) di risarcimento. Ha dichiarato che la causa non è motivata da guadagni finanziari, ma mira a costringere queste aziende a rafforzare le loro misure di protezione per i giovani. Il querelante sostiene che queste società non abbiano implementato salvaguardie sufficientemente rigorose, come la tecnologia di riconoscimento facciale, per prevenire la dipendenza dai giochi tra i minori.

Per i residenti e i viaggiatori in Thailandia, questo caso evidenzia il dibattito globale in corso sulla responsabilità delle piattaforme digitali nella gestione del comportamento degli utenti e nella protezione dei minori. Sebbene l'incidente sia avvenuto in Cina, sottolinea il crescente controllo sui protocolli di sicurezza delle aziende di videogiochi. Resta da confermare come il tribunale si pronuncerà sull'adeguatezza delle attuali misure di protezione delle aziende e se questo caso creerà un precedente per i futuri requisiti normativi nel settore dei videogiochi.

Tradotto dal thailandese.

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