Economia
Chiude una fabbrica di ceramica a Nakhon Phanom, 252 lavoratori senza stipendio
Una fabbrica di ceramica di proprietà taiwanese a Nakhon Phanom ha cessato le operazioni, portando al licenziamento improvviso di 252 dipendenti tra accuse di contratti di lavoro iniqui.
Secondo un rapporto del Thai Post del 25 settembre 2026, uno stabilimento di produzione di ceramica a Nakhon Phanom ha chiuso, lasciando 252 lavoratori senza impiego. La chiusura ha suscitato polemiche in seguito alle accuse secondo cui il datore di lavoro taiwanese avrebbe imposto contratti di lavoro restrittivi, descritti come "da schiavitù", dopo aver assunto il controllo della fabbrica. I rapporti suggeriscono che un individuo thailandese abbia agito come consulente durante l'implementazione di tali condizioni di lavoro.
Per i residenti e coloro che monitorano il mercato del lavoro locale, questa situazione evidenzia i potenziali rischi riguardanti i diritti dei lavoratori e la responsabilità aziendale nei settori manifatturieri con investimenti esteri. Si prevede che l'improvvisa perdita di posti di lavoro per oltre 250 persone avrà un impatto economico localizzato sulla comunità.
Per quanto riguarda il futuro immediato del personale colpito, un partner thailandese associato all'azienda ha dichiarato che gli stipendi arretrati dovrebbero essere pagati entro il 30 settembre 2026. Tuttavia, la validità dei contratti di lavoro e l'intera portata degli obblighi del datore di lavoro devono ancora essere confermate dalle autorità competenti. Trattandosi di una controversia di lavoro in corso, potrebbero essere necessarie ulteriori indagini per determinare se si siano verificate violazioni di legge durante l'attività della fabbrica o la sua successiva chiusura.