Turismo
Un deputato dell'opposizione chiede lo stop alla proposta di 'tassa d'ingresso' per i turisti
Un legislatore dell'opposizione ha esortato il governo a riconsiderare la tassa d'ingresso turistica di 450 baht, citando preoccupazioni per un potenziale calo del numero di visitatori e per la trasparenza finanziaria.
Il 22 settembre 2026, Anusorn Tamjai, deputato del Partito del Popolo, si è opposto pubblicamente alla proposta del governo di implementare una 'tassa d'ingresso' di 450 baht per i turisti internazionali. Parlando in Parlamento, Anusorn ha espresso il timore che il costo aggiuntivo possa scoraggiare i visitatori stranieri, danneggiando in definitiva le entrate turistiche della Thailandia.
La proposta, attualmente al vaglio della Commissione parlamentare per le finanze, le banche e le istituzioni finanziarie, suggerisce di destinare le tasse riscosse a un fondo per la promozione del turismo. Tuttavia, Anusorn ha sostenuto che questo meccanismo manca di efficienza e trasparenza. Ha avvertito che, poiché questi fondi aggirerebbero il normale processo di bilancio nazionale, potrebbero essere soggetti a corruzione o cattiva gestione. Ha suggerito che, se tale tassa dovesse essere implementata, le entrate dovrebbero essere indirizzate al tesoro nazionale per garantire un'adeguata supervisione.
Per i viaggiatori e i residenti, questo dibattito evidenzia la continua incertezza riguardo al costo futuro dei viaggi in Thailandia. Sebbene il Ministero del Turismo e dello Sport abbia valutato il potenziale impatto della tassa, l'intervento dell'opposizione suggerisce che la politica rimane soggetta a ulteriori controlli e a una possibile revisione. Resta da confermare se il governo procederà con il piano attuale, modificherà la struttura della tassa o adotterà la raccomandazione dell'opposizione di integrare le entrate nel bilancio centrale.