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I senatori supplenti sfidano la Commissione elettorale sul processo di selezione del Senato

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I senatori supplenti sfidano la Commissione elettorale sul processo di selezione del Senato

I senatori supplenti hanno presentato una petizione alla Corte Suprema per rivedere la gestione della Commissione elettorale sulla selezione del Senato del 2024, chiedendo un'indagine più ampia sulle presunte irregolarità.

A seguito della decisione della Commissione elettorale thailandese (ECT) del 14 settembre di intraprendere azioni legali contro una parte dei 427 individui accusati di irregolarità nella recente selezione del Senato, un gruppo di senatori supplenti ha intrapreso ulteriori azioni. Utilizzando l'Articolo 44 della Legge Organica del 2018 sull'acquisizione dei senatori, questi candidati supplenti hanno presentato una petizione alla Divisione per i casi elettorali della Corte Suprema.

I firmatari sostengono che l'attuale approccio dell'ECT sia insufficiente. Sostengono che l'indagine non dovrebbe limitarsi a specifiche prove penali contro singoli imputati, ma dovrebbe invece esaminare le connessioni sistemiche e la condotta generale del processo di selezione. Il gruppo chiede una revisione più completa dei fatti e delle prove, citando l'Articolo 62 della stessa Legge, che riguarda lo standard di prova per stabilire se un'elezione sia stata condotta in modo equo e onesto.

Per i residenti e gli osservatori, questa sfida legale evidenzia il continuo controllo sull'integrità dei meccanismi di selezione legislativa della Thailandia. Sebbene l'ECT sostenga che la sua risoluzione sia già stata approvata e non possa essere modificata, il coinvolgimento della Corte Suprema introduce un nuovo livello di supervisione giudiziaria. Resta da confermare come la Corte interpreterà la portata delle prove e se ciò porterà a un'indagine più ampia sul processo di selezione o se gli attuali procedimenti legali rimarranno limitati nel loro focus.