Diritto
L'Ufficio Centrale di Investigazione affronta le preoccupazioni riguardanti il Wat Chulamani
Il commissario di polizia, il tenente generale Natthasak Chaowanasai, chiarisce il processo di indagine sui templi menzionati nelle notizie, esortando il pubblico a distinguere tra fede religiosa, luoghi sacri e condotta individuale.
Il 15 settembre 2026, il tenente generale Natthasak Chaowanasai, commissario dell'Ufficio Centrale di Investigazione (CIB), ha affrontato le preoccupazioni del pubblico a seguito delle discussioni sui social media che coinvolgevano il Wat Chulamani nella provincia di Samut Songkhram. Il commissario ha sottolineato che il CIB opera secondo il principio di verificare tutte le denunce prima di intraprendere qualsiasi azione.
Il tenente generale Natthasak ha spiegato che, sebbene la polizia agisca immediatamente quando esistono prove chiare di attività criminali, come l'appropriazione indebita di beni del tempio, esercita cautela nei casi in cui le prove non sono ancora state stabilite per evitare di danneggiare ingiustamente la fede pubblica. Ha esortato il pubblico e i media a distinguere tra tre elementi distinti: la religione buddista, il luogo sacro o tempio stesso e il comportamento personale degli individui.
Per i residenti e i viaggiatori, questo chiarimento funge da promemoria sul fatto che le indagini sulle istituzioni religiose sono gestite con criteri legali specifici. Il CIB ha confermato che, al momento, non vi sono denunce formali o prove di irregolarità riguardanti il Wat Chulamani o altri templi attualmente menzionati nelle notizie. Le questioni che coinvolgono comportamenti che non costituiscono reati penali rimangono sotto la giurisdizione di altre autorità competenti. L'indagine su altri siti, come il Wat Pa Phu Pha Sung, rimane in corso e si consiglia al pubblico di attendere i risultati ufficiali piuttosto che fare affidamento su speculazioni non verificate dei social media.