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Funzionario thailandese nega le accuse di armi chimiche tra le tensioni al confine
Il Direttore del Centro Informazioni sulla Situazione Thailandese-Cambogiana ha formalmente respinto le affermazioni secondo cui l'esercito thailandese avrebbe utilizzato agenti chimici durante gli scontri al confine.
Il 14 settembre 2026, il Maresciallo dell'Aria Prapas Sonjaidee, Direttore del Centro Informazioni sulla Situazione Thailandese-Cambogiana, ha risposto alle accuse della Cambogia riguardanti l'uso di armi o sostanze chimiche durante i recenti conflitti di confine. Le affermazioni, che sarebbero state portate all'attenzione dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), sono state categoricamente smentite dall'esercito thailandese.
Il Maresciallo dell'Aria Prapas ha sottolineato che le Forze Armate thailandesi operano nel rispetto del rigoroso diritto internazionale e delle regole di ingaggio stabilite. Ha dichiarato che non esiste alcuna politica o direttiva che autorizzi l'uso di armi chimiche. Affrontando le affermazioni specifiche riguardanti 61 tipi di sostanze e 395 presunte vittime, il Direttore ha sostenuto che queste cifre non costituiscono prove scientifiche. Ha sfidato la parte cambogiana a fornire dati verificabili, inclusi dettagli sulla catena di custodia dei campioni, i laboratori coinvolti e prove che colleghino eventuali scoperte alle azioni dell'esercito thailandese.
Per i residenti e i viaggiatori, questo attrito diplomatico e militare evidenzia un periodo di maggiore sensibilità lungo il confine. Sebbene la Thailandia abbia espresso sostegno a un'indagine internazionale imparziale per risolvere la questione, la situazione rimane fluida. I viaggiatori nelle regioni di confine dovrebbero seguire le notizie locali per gli aggiornamenti, poiché la verifica di queste accuse è in corso e l'ambiente diplomatico rimane complesso.