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Diritto

Il DSI indaga su un imprenditore israeliano per un presunto schema di prestanome in Thailandia

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Il DSI indaga su un imprenditore israeliano per un presunto schema di prestanome in Thailandia

Il Dipartimento per le Investigazioni Speciali (DSI) sta indagando su un imprenditore israeliano per aver presumibilmente utilizzato cittadini thailandesi come prestanome per detenere immobili nella Thailandia orientale.

Secondo un rapporto di Matichon Online, il Dipartimento per le Investigazioni Speciali (DSI) sta indagando su un imprenditore israeliano sospettato di aver utilizzato cittadini thailandesi come prestanome per acquisire e detenere illegalmente beni immobili nella regione orientale della Thailandia.

Stato attuale dell'indagine

Il vice direttore generale del DSI, Ruttapol, ha confermato che l'agenzia si sta preparando a emettere un mandato di comparizione per l'imprenditore in questione. L'indagine si concentra sul verificare se tali proprietà violino le leggi thailandesi in materia di proprietà straniera e l'uso di rappresentanti locali.

Implicazioni per residenti e viaggiatori

Per gli espatriati e i residenti di lungo periodo, questo caso evidenzia il continuo controllo da parte delle autorità thailandesi sulle strutture di proprietà immobiliare. Sebbene l'indagine sia specifica per questo individuo, serve a ricordare che l'uso di prestanome per aggirare le restrizioni sulla proprietà straniera è una questione legale seria in Thailandia. I viaggiatori e i residenti dovrebbero assicurarsi che qualsiasi interesse immobiliare detenuto sia pienamente conforme alle normative locali per evitare potenziali complicazioni legali.

Cosa resta da confermare

Al 9 settembre 2026, Ruttapol ha dichiarato che al momento non vi sono prove che colleghino funzionari del governo thailandese a questo caso specifico. Il DSI continua a raccogliere informazioni e l'estensione della presunta rete di prestanome rimane sotto inchiesta. Ulteriori dettagli dovrebbero emergere una volta notificato il mandato di comparizione e dopo che il sospettato avrà rilasciato una dichiarazione.