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Dubbi sui registri di esportazione della tilapia a testa nera

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Dubbi sui registri di esportazione della tilapia a testa nera

Gruppi della società civile mettono in dubbio la validità delle affermazioni secondo cui oltre 200 registri di esportazione di tilapia a testa nera erano solo errori d'ufficio.

Secondo un rapporto di Khaosod Online, le reti della società civile ambientale stanno contestando la spiegazione ufficiale riguardante l'esportazione di tilapia a testa nera (Sarotherodon melanotheron) tra il 2013 e il 2016. Durante questo periodo, 11 esportatori di pesci ornamentali e il Dipartimento della Pesca hanno segnalato oltre 222 casi di quelli che hanno descritto come 'errori d'ufficio', che hanno coinvolto più di 300.000 pesci inviati in oltre 10 paesi.

I critici sostengono che sia altamente improbabile che un volume così elevato di pesci venga identificato erroneamente attraverso molteplici confini internazionali, dato che i protocolli di esportazione richiedono solitamente ispezioni fisiche ai posti di blocco e la verifica da parte delle nazioni importatrici. La preoccupazione principale è se questi documenti fossero effettivamente errori o se rappresentino un commercio reale e non documentato della specie invasiva.

Per i residenti e per chiunque sia interessato alla salute ambientale della Thailandia, questa questione è significativa poiché la continua diffusione della tilapia a testa nera nei corsi d'acqua locali, inclusi i sistemi chiusi come il laghetto di Makkasan, rimane un grave problema ecologico. La mancanza di informazioni chiare sull'«origine» di questi pesci solleva dubbi su una possibile cattiva gestione o su rilasci illegali. Ad oggi, il pubblico è in attesa di prove empiriche per chiarire se queste esportazioni fossero autentiche e come i pesci siano stati reperiti, poiché le spiegazioni attuali non sono riuscite a risolvere il diffuso scetticismo pubblico riguardo alla proliferazione della specie in Thailandia.