Economia
Il Partito Democratico denuncia irregolarità in un referendum industriale nell'EEC
Il Partito Democratico ha sollevato preoccupazioni riguardo a presunti casi di corruzione e coercizione durante un processo referendario per una nuova fabbrica nel Corridoio Economico Orientale (EEC).
Secondo un rapporto di Matichon Online del 4 settembre 2026, il Partito Democratico (Partito Democratico della Thailandia) ha avviato un'indagine sull'uso di sostanze chimiche e sullo sviluppo industriale all'interno del Corridoio Economico Orientale (EEC). Il portavoce del partito, Phongsakon, ha pubblicamente denunciato l'esistenza di un 'referendum nascosto', sostenendo che ai residenti locali vengano offerti 1.000 baht a testa in cambio della firma per approvare l'apertura di una nuova fabbrica.
Phongsakon ha sfidato le figure influenti coinvolte nel progetto, esortandole a cessare la presunta pratica di mettere delle 'taglie' sugli abitanti del villaggio per ottenerne la conformità. Il partito sostiene che tali azioni minino l'integrità del processo di consultazione pubblica.
Per i residenti e gli espatriati che vivono nell'EEC o nelle vicinanze, questa situazione evidenzia potenziali tensioni riguardanti l'espansione industriale e la governance locale. Sebbene il Partito Democratico abbia portato queste accuse all'attenzione del pubblico, le denunce di corruzione e i dettagli specifici del progetto della fabbrica rimangono al vaglio. Al momento non è confermato se le autorità ufficiali avvieranno un'indagine formale su queste accuse o se il processo referendario verrà sospeso. Si consiglia agli osservatori di monitorare le notizie locali per aggiornamenti sull'eventuale conferma di tali accuse di coercizione da parte di organismi di controllo indipendenti.