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Avviata un'indagine dopo l'abbandono di un giovane novizio in una zona remota

Una fonte
Avviata un'indagine dopo l'abbandono di un giovane novizio in una zona remota

Un giovane novizio sarebbe stato abbandonato in un cimitero dal suo abate come forma di punizione, costringendolo a camminare per 56 chilometri per tornare al suo tempio.

Secondo un rapporto di Khaosod Online Thailand, un giovane novizio del Laos è stato scoperto dai residenti locali dopo essere stato lasciato in un cimitero nel distretto di Khamcha-i, nella provincia di Mukdahan. Il novizio, che risiedeva in un tempio nel distretto di Kuchinarai, nella provincia di Kalasin, ha dichiarato che il suo abate lo aveva abbandonato lì come misura disciplinare, ordinandogli di percorrere a piedi i 56 chilometri che lo separavano dal tempio. Questo incidente segnerebbe la terza volta che il novizio viene sottoposto a questa specifica forma di punizione.

Gli abitanti del villaggio hanno trovato il novizio e lo hanno portato al Wat Pa Ban Song a Mukdahan la sera del 31 agosto 2026, dove è stato affidato alle cure dell'abate locale. L'incidente ha suscitato preoccupazione pubblica riguardo alla sicurezza e al benessere dei giovani monaci sotto la supervisione del clero.

Per i residenti e i viaggiatori, questo caso mette in luce le discussioni in corso sulla disciplina monastica e sulla supervisione delle istituzioni religiose nella Thailandia rurale. Sebbene il racconto fornito dal novizio e il post sui social media di 'Anyakru Ba On Noi' abbiano attirato l'attenzione del pubblico, le indagini ufficiali da parte delle autorità ecclesiastiche o delle forze dell'ordine sulle azioni specifiche dell'abate a Kalasin restano da confermare. La situazione ricorda la sensibilità culturale che circonda la vita monastica e le aspettative di protezione dei minori all'interno di queste istituzioni.