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Senatori supplenti chiedono azioni sull'indagine per frode elettorale al Senato

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Senatori supplenti chiedono azioni sull'indagine per frode elettorale al Senato

Senatori supplenti e membri della società civile hanno presentato una petizione al Ministero della Giustizia per fermare le azioni legali contro gli informatori e accelerare il caso di frode elettorale al Senato, fermo da due anni.

Il 28 agosto 2026, il senatore supplente Akarawat Pongthanachalitkul, accompagnato da ex candidati al Senato e rappresentanti della società civile, ha presentato una petizione formale al Ministero della Giustizia a Bangkok. Il gruppo chiede l'immediata cessazione delle azioni legali contro gli individui che hanno esposto documenti relativi a una presunta corruzione nel processo elettorale del Senato del 2024.

Secondo Khaosod Online, i firmatari hanno espresso preoccupazione per il lento progresso dell'indagine, rimasta in sospeso per oltre due anni. Sostengono che il caso, che coinvolge accuse di brogli elettorali e potenziale sovversione del sistema democratico, sia stato ritardato nonostante sia stato deferito alla Commissione Elettorale (EC) e al Dipartimento per le Investigazioni Speciali (DSI). Il gruppo ha esortato il Ministero della Giustizia a fermare quelle che descrivono come 'cause bavaglio' contro gli informatori e ad accelerare il trasferimento del caso alla Corte Suprema.

Per i residenti e i visitatori, questo sviluppo evidenzia le continue tensioni politiche riguardanti la trasparenza istituzionale e l'integrità del sistema elettorale. Sebbene la petizione attiri l'attenzione pubblica sulla percepita stagnazione di queste indagini, resta da confermare come il Ministero della Giustizia risponderà a queste richieste e se il DSI accelererà la gestione del caso. La situazione funge da promemoria del complesso discorso politico attualmente in corso in Thailandia.