Sicurezza
Il Nepal emette un'allerta di alto livello per una possibile seconda ondata di inondazioni
Le autorità in Nepal e Cina si preparano a un possibile secondo disastro, poiché i laghi bloccati dai detriti minacciano di rompersi dopo le inondazioni improvvise.
Secondo Khaosod Online, che cita Reuters, il Nepal sta affrontando una situazione critica a seguito delle gravi inondazioni improvvise iniziate il 26 agosto lungo il confine con la Regione Autonoma del Tibet, in Cina. Al 28 agosto, il bilancio delle vittime in Nepal ha raggiunto almeno 469 persone, con tre decessi confermati in Tibet. Quasi 1.000 persone risultano ancora disperse in entrambe le regioni, inclusi circa 540 cittadini stranieri.
Le operazioni di soccorso sono attualmente in corso, con l'impiego di macchinari pesanti per rimuovere detriti e fango. Tuttavia, la situazione rimane precaria. L'agenzia per la gestione dei disastri del Nepal ha emesso un'allerta di alto livello riguardante un lago formato da detriti che bloccano il fiume Bhote Koshi, che si sta riempiendo rapidamente e rischia di rompersi. Le autorità cinesi stimano che oltre 3 milioni di metri cubi d'acqua, equivalenti a 1.200 piscine olimpioniche, potrebbero riversarsi nell'area bloccata nei prossimi tre giorni. Gli esperti del Ministero delle Risorse Idriche cinese avvertono che il rischio di rottura della diga è elevato, con livelli d'acqua previsti al picco intorno al 1° settembre.
Per i viaggiatori e i residenti nella regione, questa situazione rappresenta un rischio significativo. Le squadre di soccorso in Cina faticano ancora ad accedere al valico di frontiera di Gyirong a causa delle strade bloccate. Resta da confermare l'efficacia delle autorità nel mitigare la minaccia di una seconda inondazione e se i soccorsi raggiungeranno le aree isolate prima del picco previsto.