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Inondazioni improvvise colpiscono il confine tra Tibet e Nepal dopo una frana

Una fonte
Inondazioni improvvise colpiscono il confine tra Tibet e Nepal dopo una frana

Una massiccia inondazione improvvisa, innescata dal crollo di una diga naturale, ha causato almeno 160 morti e oltre 400 dispersi lungo il confine tra Tibet e Nepal.

Secondo un rapporto di Khaosod Online Thailand, il Dipartimento delle Risorse Minerarie del Ministero thailandese delle Risorse Naturali e dell'Ambiente ha fornito dettagli su una catastrofica inondazione improvvisa avvenuta il 26 agosto 2026 lungo il confine tra Tibet e Nepal. L'incidente si è verificato nelle valli dei fiumi Bhote Koshi e Lhende, precisamente all'incrocio tra il distretto di Rasuwa in Nepal e la contea di Gyirong in Tibet.

Le autorità hanno chiarito che l'evento non è stato causato da un terremoto. Sebbene l'Istituto Geologico degli Stati Uniti (USGS) abbia inizialmente rilevato un'attività sismica di magnitudo 4,4, un'analisi successiva ha confermato che le scosse erano il risultato di una massiccia frana che ha coinvolto neve e rocce. Questi detriti hanno bloccato il fiume Lhende, creando una diga naturale temporanea che alla fine è crollata, rilasciando un'ondata di acqua e sedimenti nella valle sottostante.

Al 27 agosto 2026, il disastro ha provocato almeno 160 morti confermati, con oltre 400 persone risultate disperse. Per i viaggiatori e i residenti nella regione, questo evento evidenzia l'estrema volatilità del terreno montuoso durante i periodi di instabilità geologica. Sebbene la causa immediata sia stata identificata, l'entità totale dei danni e il bilancio finale delle persone colpite rimangono soggetti alle operazioni di ricerca e soccorso in corso. Le autorità continuano a monitorare l'area per individuare eventuali rischi secondari associati al paesaggio instabile.