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Un ufficiale militare thailandese smentisce le accuse cambogiane sul conflitto di confine
Il direttore del Centro di Informazione Congiunto thailandese ha contestato pubblicamente le affermazioni del comandante militare cambogiano riguardo alle recenti ostilità di confine.
Il 25 agosto 2026, il Maresciallo dell'Aria Prapas Sonjaidee, direttore del Centro di Informazione Congiunto (JIC) thailandese, ha rilasciato una risposta formale alle accuse del Capo delle Forze di Difesa cambogiane. L'esercito cambogiano aveva precedentemente sostenuto che la Thailandia avesse agito come aggressore, violato il Memorandum d'Intesa (MOU) del 2000 e impiegato armi pesanti in modo disumano.
Nella sua smentita, il Maresciallo dell'Aria Prapas ha respinto tali caratterizzazioni, sottolineando che le accuse gravi devono essere supportate da prove fattuali e precisione cronologica piuttosto che da una retorica ripetitiva. Ha interrogato i leader cambogiani sulla sequenza degli eventi, chiedendo specificamente chi avesse iniziato per primo l'uso delle armi. Ha inoltre evidenziato che l'uso dei sistemi missilistici BM-21 ha colpito civili thailandesi, affermando che la Thailandia mantiene il diritto legale all'autodifesa. Ha esortato i funzionari cambogiani a rivedere la dichiarazione congiunta rilasciata il 27 dicembre 2025 per comprendere meglio il contesto del MOU del 2000.
Per i viaggiatori e i residenti nelle regioni di confine, questo attrito diplomatico e militare sottolinea un periodo di tensione elevata. Sebbene non vi sia alcun avviso immediato per i viaggi in generale, coloro che si trovano in prossimità del confine dovrebbero monitorare le notizie locali per aggiornamenti sulle condizioni di sicurezza. Resta da confermare come entrambe le nazioni procederanno riguardo al MOU del 2000 e se verranno utilizzati ulteriori canali diplomatici per allentare l'attuale stallo verbale.