Economia
La Thailandia cerca una risoluzione sui dazi commerciali statunitensi tra sfide legali
I funzionari commerciali thailandesi si recano negli Stati Uniti per finalizzare un accordo commerciale reciproco, mentre 25 stati americani contestano la legalità dei recenti dazi legati al lavoro.
Secondo Khaosod Online, il Dipartimento del Commercio Estero della Thailandia invierà una delegazione negli Stati Uniti dal 27 agosto al 1° settembre 2026 per negoziare l'Accordo sul commercio reciproco (ART). Arada Fuangtong, direttore generale del dipartimento, ha dichiarato che la missione mira a concludere l'accordo, attualmente completato al 60%, con un'aliquota fiscale totale obiettivo del 19-20%.
Questo sforzo diplomatico segue l'imposizione da parte degli Stati Uniti di un dazio del 12,5% sui prodotti thailandesi il 24 luglio 2026, citando preoccupazioni sul lavoro forzato ai sensi della Sezione 301. Tuttavia, la situazione rimane fluida; 25 stati americani hanno presentato una causa presso la Corte del commercio internazionale per chiedere la sospensione di queste misure e il rimborso delle tasse riscosse. I funzionari thailandesi hanno espresso ottimismo sul fatto che questi dazi possano essere revocati, tracciando parallelismi con precedenti misure fiscali legate all'IEEPA.
Per i residenti e i viaggiatori, questo sviluppo è significativo in quanto potrebbe influenzare il costo dei beni importati e il clima economico generale in Thailandia. Sebbene il governo thailandese sia fiducioso nei propri preparativi, il risultato finale dipende dai prossimi negoziati faccia a faccia e dalla revisione giudiziaria pendente nei tribunali statunitensi. Resta da confermare se gli Stati Uniti procederanno con l'attuale struttura tariffaria o se le sfide legali dei 25 stati porteranno a un'inversione di rotta.