Politica
Il vice ministro dell'Interno affronta le accuse di frode negli esami del governo locale
Il vice ministro dell'Interno thailandese ha negato le accuse di insabbiamento riguardo alle irregolarità negli esami del governo locale, affermando che il governo non proteggerà i soggetti coinvolti in casi di corruzione.
Il 20 agosto 2026, il vice ministro dell'Interno (MTh 4) si è rivolto alla Commissione parlamentare sul decentramento in merito alla controversia in corso sugli esami di reclutamento del governo locale. La discussione si è concentrata sulla tutela dei diritti dei candidati onesti e sulla rimozione di 5.925 nomi dai risultati degli esami a causa di presunte irregolarità.
Rispondendo alle accuse di un possibile "insabbiamento" di figure politiche coinvolte nello scandalo, il vice ministro ha fermamente negato tali affermazioni. Ha dichiarato che il governo non sopravvivrebbe se venisse scoperto che protegge individui corrotti. Ha inoltre sfidato Rangsiman Rome, un'importante figura dell'opposizione, a presentare eventuali prove di interferenza politica direttamente alla Commissione nazionale anticorruzione (NACC) in caso di sfiducia nell'attuale processo di supervisione politica. Il Ministero sostiene che il processo di rimozione dei nomi segnalati non sarà inutilmente prolungato.
Per i residenti e gli espatriati, questa situazione evidenzia gli sforzi continui per garantire la trasparenza nel reclutamento del settore pubblico. Sebbene il governo abbia promesso responsabilità, la questione rimane delicata poiché coinvolge l'integrità del personale amministrativo locale. Resta da confermare se l'opposizione presenterà formalmente ulteriori prove alla NACC e in che modo la risoluzione finale riguardante i 5.925 candidati squalificati influirà sulle operazioni del governo locale. Il Ministero ha espresso la propria disponibilità ad affrontare eventuali futuri dibattiti parlamentari sulla questione.