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La Polizia di Frontiera segnala ritardi di cinque mesi nel pagamento delle indennità

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La Polizia di Frontiera segnala ritardi di cinque mesi nel pagamento delle indennità

Il portavoce del Partito Democratico, Pongsakorn Kwanmuang, ha sollevato preoccupazioni riguardo al mancato pagamento delle indennità per la Polizia di Frontiera nella regione al confine tra Thailandia e Cambogia.

Il 15 agosto 2026, Pongsakorn Kwanmuang, portavoce del Partito Democratico, ha riferito che gli agenti della Polizia di Frontiera (BPP) della Regione 1, di stanza lungo il confine tra Thailandia e Cambogia, non ricevono le loro indennità giornaliere di 240 baht da cinque mesi consecutivi. Secondo il rapporto, questo ritardo ha influito in modo significativo sul sostentamento degli agenti in prima linea e delle loro famiglie, poiché i pagamenti mancanti ammontano a circa 7.200 baht al mese.

In seguito al rapporto iniziale, Pongsakorn ha dichiarato di aver ricevuto numerose denunce da parte di agenti di altre regioni che riscontrano problemi di pagamento simili. Ha invitato il personale di polizia a livello nazionale a segnalare al Partito Democratico qualsiasi caso di indennità trattenute o ritardate. Pongsakorn chiede al governo, alla Polizia Reale Thailandese e all'Ufficio del Bilancio di fornire una spiegazione urgente sulla causa di questi ritardi, chiedendosi se il problema derivi da errori amministrativi o da colli di bottiglia procedurali.

Per i residenti e i viaggiatori, questa situazione evidenzia potenziali sfide amministrative interne nel settore della sicurezza. Sebbene l'impatto sulle operazioni di sicurezza alle frontiere debba ancora essere confermato, il pubblico è in attesa di chiarimenti ufficiali da parte delle autorità competenti in merito allo stato di questi fondi. La situazione è attualmente monitorata man mano che emergono ulteriori segnalazioni da varie unità di polizia in tutto il paese.