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L'ascesa degli 'AI Rage Baiters': Creatori digitali monetizzano controversie fabbricate

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L'ascesa degli 'AI Rage Baiters': Creatori digitali monetizzano controversie fabbricate

Un creatore digitale con sede negli Stati Uniti ha rivelato una strategia redditizia che utilizza contenuti generati dall'IA per scatenare l'indignazione online, guadagnando fino a 17.000 dollari al mese.

Secondo un rapporto di Khaosod Online, una nuova professione digitale nota come 'AI rage baiting' sta prendendo piede. Quontay Devon Pringle, un creatore di 26 anni del Mississippi, USA, ha rivelato di guadagnare circa 17.000 dollari (circa 570.000 Baht thailandesi) al mese creando storie fabbricate e immagini generate dall'IA progettate per provocare intensi dibattiti sui social media.

Uno dei post virali di Pringle riguardava una narrazione fittizia su una madre che protestava contro la decisione di una scuola di rimandare a casa il figlio di sette anni perché indossava abiti 'inappropriati', nello specifico una gonna a pieghe. Abbinando questa storia a un'immagine del bambino generata dall'IA, Pringle è riuscito a scatenare un diffuso dibattito online sui diritti dei bambini e sui codici di abbigliamento scolastico, ottenendo oltre 8,2 milioni di visualizzazioni su un singolo post.

Per i residenti e i viaggiatori in Thailandia, questa tendenza evidenzia la crescente difficoltà di verificare l'autenticità dei contenuti virali sui social media. Man mano che gli strumenti di IA diventano più accessibili, distinguere tra notizie autentiche e indignazione fabbricata sta diventando una sfida significativa per l'alfabetizzazione digitale. Sebbene questi creatori traggano profitto dal coinvolgimento generato dalla controversia, resta da confermare come le piattaforme di social media adegueranno i loro algoritmi o le politiche di moderazione per affrontare la proliferazione di narrazioni intenzionalmente ingannevoli generate dall'IA che manipolano il sentimento pubblico.