Sicurezza
La Romania spegne un reattore nucleare a causa della crisi idrica del Danubio
La Romania ha scollegato il secondo reattore della centrale nucleare di Cernavoda a causa dei livelli d'acqua criticamente bassi nel fiume Danubio, causati da una prolungata ondata di calore.
Secondo quanto riportato da Khaosod Online, citando la BBC e l'AP, la Romania ha spento il secondo reattore della centrale nucleare di Cernavoda. Questo impianto, l'unica centrale nucleare del paese, fornisce circa il 20% dell'elettricità rumena. Lo spegnimento è stato reso necessario da un calo significativo del livello dell'acqua del fiume Danubio, essenziale per i sistemi di raffreddamento della centrale, dopo oltre due mesi di forti ondate di calore e siccità in tutta Europa.
Il reattore, che ha una capacità di 706 megawatt, è stato scollegato dalla rete elettrica giovedì 13 agosto. Le autorità non prevedono che il reattore riprenda le operazioni nei prossimi 10 giorni. All'inizio della settimana, le autorità hanno tentato di convogliare più acqua verso la centrale affondando una chiatta carica di pietre, ma questi sforzi sono stati insufficienti per mantenere le operazioni. Questo evento segna un potenziale record di 44 anni per l'impianto.
Per i residenti e i viaggiatori nella regione, questa situazione evidenzia la pressione sulle infrastrutture durante eventi meteorologici estremi. Sebbene l'impatto immediato riguardi la rete elettrica, la situazione rimane in evoluzione. Allo stesso modo, l'Ungheria sta lottando per mantenere operativa la sua centrale nucleare di Paks, poiché i livelli dell'acqua del Danubio hanno raggiunto il minimo da 30 anni. Resta da confermare per quanto tempo persisteranno queste interruzioni energetiche e se ulteriori razionamenti o instabilità della rete influenzeranno i servizi locali.